Premio SMAU Innovazione 2017: Phoenix International, quando l’IT è leva di competitività

  • 25 ottobre 2017
Premio SMAU Innovazione 2017: Phoenix International, quando l’IT è leva di competitività

Grazie a questo progetto implementato da Project Informatica insieme ad HPE, Smau ci ha conferiti uno dei Premi Innovazione 2017

L’idea in breve

Si pensa che consolidare il data center sia qualcosa di tecnico, legato alle esigenze dell'IT, fini a se stesse. Non è così. Iniziare un percorso di data center consolidation migliora il business perché libera nuove risorse economiche, di personale e di tempo che possono essere dedicate ad espandere il Core Business aziendale.

Il funzionamento

Nel 2012 l’azienda di Verdello (Bergamo), uscita da una fase di crisi, si trovava a fare i conti con un problema di non poco conto: alle politiche di acquisizioni degli anni precedenti non era seguito un adeguamento dell’infrastruttura informatica, al passo con le tecnologie del momento. Una situazione che era alla base di frequenti blocchi produttivi, che portavano ogni volta con sé un significativo danno economico. Con l’ingresso di Stefano Biava, attuale IT manager, e con la scelta di affidarsi alla consulenza di Project Informatica, altra realtà bergamasca partener HPE che opera dal 1990 nel settore ICT come system integrator, inizia subito una fase di analisi per rilevare tutti i limiti dell’infrastruttura centrale, della rete, della gestione della sicurezza. Il gruppo di fatto appariva come un gigante cresciuto su piedi d’argilla “perché mancavano le garanzie infrastrutturali e di sicurezza – ricorda Biava – e al tempo stesso l’IT non aveva alcuna fisionomia adatta ad un concetto di “Gruppo”; ogni realtà acquisita aveva mantenuto i propri standard e le proprie policy, elemento che spesso generava dinamiche di conflitto”. Una volta conclusa la fase di analisi, è stato elaborato un progetto a 360 gradi e di lungo periodo, con un orizzonte temporale di cinque anni e un cronoprogramma degli interventi ben definito. Si è quindi partiti “dal consolidamento dell’infrastruttura centrale e delle infrastrutture IT dell’headquarter, per garantire continuità e adeguatezza dei servizi. Successivamente abbiamo operato per rendere omogenee le diverse soluzioni presenti nelle varie companies, creando un “template informatico” replicabile a livello di gruppo. Questa fase, tutt’ora in corso, ci ha permesso di puntare verso il terzo obiettivo: raggiungere un livello di evoluzione tecnologica profonda e condivisa, fondata sull’introduzione di nuovi concetti in termini IT”. La possibilità di programmare su un periodo temporale di 5 anni ha consentito di mettere in pista un progetto organico, con un orizzonte ben definito e di far crescere l’affiatamento fra lo staff interno e il team di Project Informatica. Ammodernamento, incremento di prestazioni, business continuity e razionalizzazione delle risorse, hanno consentito di traghettare l’azienda verso una ulteriore innovazione atta al miglioramento dei processi produttivi e gestionali interni, allo sviluppo di strumenti e servizi di customer service, rendendo ancor più competitiva l’offerta commerciale. In tale direzione possiamo leggere l’introduzione di sofisticati sistemi di controllo dei prodotti finiti, basati su scanner tridimensionali, oppure lo sviluppo interno di applicazioni software le quali, utilizzando algoritmi impiegati anche in alcune forme di intelligenza artificiale, consentono il confronto per similitudine grafica  tra i diversi prodotti (anche attraverso una semplice fotografia scattata mediante uno smartphone), restituendo in tempi molto rapidi tutte le informazioni relative ai parametri tecnici di progettazione e produzione. Oggi il 60% delle applicazioni software utilizzate da Phoenix International sono di fatto il frutto di un’attività di sviluppo interno.

La soluzione tecnica

Dall’esigenza di creare un’infrastruttura standard in grado di gestire scalabilità in termini di risorse hardware, storage e spazi di archiviazione dei dati (sempre più numerosi, sempre più patrimonio aziendale) e flessibilità in fase di aggiornamento e adeguamento, è nata la scelta di orientarsi verso un’infrastruttura iperconvergente; un processo evolutivo attento alla riduzione dei costi, capace di adattarsi velocemente alle nuove e quotidiane necessità aziendali, con un occhio sempre attento ai fattori di sicurezza e integrità delle funzioni e del dato. All’inizio del 2018 l’infrastruttura scalerà ulteriormente verso un modello informatico di fascia ENTERPRISE, mentre in questi mesi i tecnici di Phoenix e Project sono al lavoro, con un progetto che interesserà l’intero Gruppo multinazionale, anche per l’adeguamento ai nuovi standard fissati dal Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR).

I benefici

Il consolidamento del data center ha portato a una gestione più flessibile, meno onerosa, con un costo di mantenimento molto più basso. Un risparmio che Phoenix International ha deciso di reinvestire nell’attività di evoluzione dell’IT e nell’attività di ricerca e sviluppo. La produzione è attiva 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno: se nel 2012 le interruzioni produttive (a vari livelli) pesavano per circa il 20%, oggi la continuità operativa è pressoché sempre garantita. Anche l’omogeneità di soluzioni fra le diverse aziende del gruppo ha favorito la competitività. Il consolidamento del data center, congiuntamente ad una conseguente revisione dei flussi e processi aziendali, ha posto le fondamenta per l’innalzamento del “servizio alla Clientela”. Maggiore rapidità nell’ evasione degli ordini, innalzamento della qualità produttiva, capacità di offrire sempre più un prodotto perfettamente adeguato alle richieste, maggiori servizi post-vendita, sono solo alcuni dei traguardi raggiunti in breve tempo. Oggi, tutto questo, rappresenta un vantaggio nei confronti della maggior parte dei competitor, collocando il Gruppo Phoenix ai primi posti mondiali nell’ambito della produzione di matrici per l’estrusione di alluminio.